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Altitudine:30 m. slm Superficie:13.75 kmq Abitanti:29.937 (dati ISTAT 2003)
Angri, città della valle del Sarno, situata alla sinistra del fiume, è compresa tra la catena dei monti Lattari e le falde sud- orientali del Vesuvio. Confina ad est con S. Egidio e ad ovest con Scafati. Tra XI e XIII sec. si venne formando nell’Agro Nocerino Sarnese un nuovo assetto insediativo, caratterizzato dall’ esistenza di grossi borghi, detti casali. Ciò avvenne anche ad Angri che presenta tutt’ oggi quattro casali : Ardinghi, Giudici, Risi, Concili che si vennero aggregando intorno ad un nucleo fortificato(le attuali vie di Mezzo e quelle ad esse adiacenti) che si saldava al castello Doria. Il castello Doria presenta una facciata a portico e logge con una torre circolare. Negli ultimi anni sta riprendendo piede una vecchia tradizione che è quella del palio di San Giuda Taddeo in cui gareggiano le antiche contrade angresi. Il palio si tiene la penultima domenica di settembre. Da un punto di vista artistico, Angri si distingue soprattutto per tanti esempi di arte catalana forniti da portali e finestre che fanno di Angri uno dei paesi della Campania più ricchi di testimonianze di questo genere. Patrono: S. Giovanni Battista(24 Giugno)
Mappa del territorio di Angri
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Il termine toponomastico Angri deriva dal latino angra, vocabolo correlato alla conformazione morfologica del territorio, il quale è situato in prossimità di falde acquifere; infatti angra vuol dire acqua appantanata. Tale struttura, ha caratterizzato già in epoca antica il territorio e grazie alla fertilità delle campagne, la ricchezza della sua vegetazione, il locus Ancharia non poteva avere altro nome che quello attuale.Si riscontrano a tale proposito ancora oggi numerosi toponimi come paluda, paludicella. Molto probabilmente Angri ha avuto origine nel VI° secolo dell'era cristiana; ma il nome della nostra città lo ritroviamo per la prima volta in un Documento Longobardo: si tratta del CAPITOLARE di pace tra Sicardo e Andrea del 4 luglio 836. |
L'antico nucleo urbano di Angri è inserito in un territorio di colonizzazione romano; con le sue quattro insule divise dalle Via di Mezzo. Nel perimetro murario si aprono 6 porte: la Porta di Monte, nelle vicinanze del macello; la Porta di Basso, nei bastoni lungo la quale correva la lava; la Porta dei Giudici, dopo il ponte che scavalcava la lava per andare al Carmine; la Porta di San Nicola, per accedere al Casale Risi; la Porta dei Coronati e, dopo il fosso, la Porta del Torrione. Inizialmente la campagna di Angri era impraticabile a causa della sua folta boscaglia venne quindi praticato un disboscamento che provocò lo straripamento del vicino fiume Sarno. Tra il 1700 e il 1800 la regina Bonifacia raddrizzò il corso del fiume e così la campagna riasciugandosi divenne la principale fonte di ricchezza del paese.In seguito si svilupparono aziende tessili, tale sviluppo fu favorito dalla produzione di piante come il lino, il cotone e la canapa.Nel 1823 Angri era nominata Barcellona di Castellammare. Ma la coltivazione di quei tempi, non dando reddito sufficiente, costrinse molti angresi ad emigrare nelle Americhe. Dopo la costruzione della strada ferrata Napoli-Nocera (1844), ci fu la ripresa dell'agricoltura e la nascita di piccoli commercianti di prodotti agricoli. Insieme all'agricoltura crebbe anche l'industria manifatturiera e nel 1913 la MCM, Manifattura Cotoniere Meridionali venne ritenuta la più grande fabbrica d'Europa. Tra le lavorazioni di conserve alimentari spicca quella del pomodoro: nel 1983 sono stati trasformati 2.479.353 q. utilizzando una forza lavoro di 3.500 unità. Il pomodoro divenne l'oro rosso della nostra terra e ancora oggi soddisfa il fabbisogno della popolazione angrese. La prima industria conserviera è nata nel 1921 ad opera della società Elvea in seguito sono sorte altre industrie come La Doria e Feger. |
Oltre ad essere ricco economicamente il paese vanta innumerevoli beni artistici ed ambientali. Primi tra tutti, le Chiese. La più importante è la Chiesa di San Giovanni Battista comprendente la Chiesa di Santa Margherita. La città è ricca anche di portali e finestre adorni di decori intagliati da maestri artefici del gusto catalano.Il vanto della città sono il Castello,sede attuale del Municipio, e la villa Comunale, da poco restaurata, ricca di piante e aiuole fiorite. Importante è ricordare che durante il 1600, oltre ai soprusi degli Spagnoli ci furono gravi calamità naturali: eruzioni vulcaniche, terremoti, siccità, alluvioni e peste. Il popolo invocò pubblicamente la protezione di San Giovanni Battista che divenne il Santo Patrono.La devozione degli angresi nei confronti del loro Patrono è così forte da provocare pianti,commozioni intensissime,gioia e felicità. Durante i festeggiamenti di giugno è ancora più evidente l'amore che Angri ha per S Giovanni. L'intera popolazione si raduna nella piazza dedicata al Santo per onorarlo e salutarlo. Per due giorni la statua viene portata in processione in tutto il paese.Ma il momento più bello ed emozionante di tutti è quando alla fine dei due giorni di processione il popolo si raduna nuovamente a piazza S Giovanni e l'Abate Don Alfonso Raiola benedice solennemente il popolo con la reliquia del Santo. |
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